da: Patrizia Bollino

Sono volontaria AVO presso la Casa della divina provvidenza di Bisceglie ( BA ).

La struttura accoglie disabili fisici e psichici a lunga degenza; per alcuni praticamente l’unica casa della loro vita perchè la dentro ci sono da sempre:disabili gravi con famiglie alle spalle che non possono o talvolta non vogliono interessarsi a quel problema, disabili filgli di nessuno che sono arrivati in quella struttura quando a 18 anni gli orfanotrofi non potevano più aiutarli.

Insomma gli ultimi della terra! Noi volontari Avo con questa realtà conviviamo poche ore alla settimana ma meglio di niente perchè per molti di loro costituiamo quel filo invisibile che li collega al mondo dei cosiddetti NORMALI. La Cdp (casa della divina provvidenza) è una struttura nel centro della città voluta agli inizi del ‘900 da un sacerdote, Don Pasquale Uva, che diede una casa e tanto calore umano a tanti rifiuti umani, perchè tali erano considerati all’epoca gli attuali diversamente abili, un eufemismo che però non ha cambiato la condizione di tutti gli ospiti di questo enorme EX MANICOMIO.

E la cosa più triste è che, nonostante i biscegliesi convivano da sempre con questa realtà molti vivono di essa (l’ospedale da infatti lavoro a centinaia di biscegliesi e non ) il pregiudizio regna ancora sovrano e la Cdp vive nell’isolamento più assoluto. Perchè allora non tentare di educare i cittadini con uno spettacolo? Se l’ipotesi è fattibile potremmo trasmettere l’dea nelle mani di competenti più autorevoli e fare in modo che la mia iniziativa di contattarla, possa giungere a buon fine.

Fiduciosa in una risposta la saluto cordialmente.
Patrizia Bollino